TERRA MIA di Nuccia Fotia


TERRA MIA

Calabria mia
amara e ‘ngrata,
matri e matrigna
di figghi toi. i crisci nta to terra
Cu cura e affettu,

tantu amata
ma ‘nto megghiu da stagiuni,
pi terri e pi paisi assai luntani,
‘ncerca di furtuna e di lavuru
i mandi scuraggiati e chini i peni,
Su forti e curaggiusi,
i figghi toi
‘ndannu valuri chi nuddu ‘ndavi,
puru suli sannu comu fari
pi galleggiari ‘nto menzu i tanti mari.
Portanu luntanu
a to curtura ‘ntica,
tuttu chiddu
chi di tenera matri sapisti dari.
E si matri spietata fusti
i criaturi toi,
sempri ti ‘ndannu nto so cori.
Ma si partiru suli e scunzulati,
tornanu a tia
cu nomi e cu unuri.
Terra ‘ngrata!
Pirchi i dassasti andari,
pirchì ne cugghisi a tia.
I to ricchizzi ittasti fora,
beni chi pigghiaru atri mani,
beni chi inchiru atri paisi.
E tu matrigna
chi nun vulisti dari,
si nun a cui,
pochi meriti aviva
ma sacchi chini di dinari,
povira ristasti
e senza beni.

Nuccia Fotia







LA MIA VITA di Fortunati Vincenzo

Mi chiamo Vincenzo Fortunati, ho 53 anni e sono nato ad Ancona . La mia vita fino all’età di 30 anni è stata la solita vita di tutti i ragazzi , anche se ero la pecora nera della famiglia. Non mi piaceva studiare, ma alla fine presi il diploma di ragioniere programmatore. Poi feci il militare nella Marina Militare, ero imbarcato su un dragamine (schifezza di nave), per 18 mesi mi sono divertito. Avevo solo un difetto io e le donne non andavamo d’accordo per un problema che mi capitò da piccolo. Una bimba all’improvviso mi diede un pizzicotto su un braccio e da lì venne la mia apatia per le donne. Comunque superai da solo il problema.

Dopo il militare trovai subito lavoro. Non ho mai avuto difficoltà per cercarmi un lavoro , ne ho cambiati 4. Il primo fu quello di venditore di enciclopedie Fabbri Editore che feci per 6 anni. Un giorno mi capitò di scontrarmi con una ragazza che faceva lo stesso mio lavoro, non avrei mai immaginato che quella ragazza potesse diventare la mia fidanzata. Si chiamava Gaia aveva 22 anni ed io 24, lei era bella come il sole e mi chiedevo il perché avesse voluto me come suo fidanzato che ero piuttosto brutto. Beh, mi diede questa risposta “ Mi sono innamorata dei tuoi occhi azzurri”, non ci potevo credere ero al settimo cielo dalla felicità. Trascorremmo 6 anni insieme, ero felice con lei. Era il 1987 avevamo deciso di sposarci a giugno , lei era incinta di mio figlio, ma a marzo un incidente stradale terribile. Ancora il ricordo di quel giorno mi fa piangere. Ero con lei , non potei fare nulla , l’ho vista attraversare la strada ed un auto la prese in pieno trascinandola per 100 metri. Feci 4 giorni all’ospedale insieme a lei che era in coma, non ricordo con precisione quante sigarette fumai, forse 350. Alle 2 di notte del 4° giorno moriva Gaia e mio figlio ed io assieme a loro. Passai 1 anno di inferno, non dormivo più, non mangiavo più e non uscivo più di casa. Ero arrivato a pesare 52 Kg. Fortunatamente con l’aiuto di mio fratello Davide ed un psichiatra ed un psicologo sono riuscito a venirne fuori. Ripresi a lavorare all’Univesità Politecnica di Ancona , stavo al servizio fotocopie e in più redavo le guide universitarie. Mi misi a viaggiare sia in Italia che all’estero , ricordo il mio viaggio a Vienna, Parigi e New York . In Italia avevo una tappa fissa : Assisi città natale di San Francesco, ci andavo in memoria di Gaia che come me era molto devota al Santo.

Da allora mi sono prodigato ad aiutare gli altri, la mia vita era cambiata. Diventai animatore di un gruppo di ragazzi e ragazze down, mi davano una gran gioia vederli giocare. Svolsi questa attività di volontariato fino al 2006. Dal 1995 cambiai lavoro e andai in una coop di servizi sociali sia per piccoli animali come gatti e cani e in più tenevamo la contabilità di alcune case di riposo.

                                                                                 

Nel 1997 feci il mio ultimo viaggio , andai a Firenze. Da fine anno cominciarono i primi problemi di salute. Le gambe non andavano più. Non sapevo cosa fosse , poi nel 1999 la prima angiografia e angioplastica alle arterie femorali eseppi che avevo una arteriopatia polidistrettuale bilaterale (io faccio sempre le cose in coppia…..se no che gusto c’è). Nel 2000 mi misero 3 protesi alle arterie femorali , tanto per non perdere l’abbonamento all’ospedale. Dal 2000 ad oggi altre 8 angioplastiche e speravo che bastasse, ma non fu così . Nel 2004 altro ricovero per ipertensione arteriosa che evidenziò anche 2 otturazioni alle carotidi. Nel 2005 e 2006 gli interventi alle carotidi, sempre con la speranza di aver concluso le varie tournèe ospedaliere . Ma sbagliavo di grosso e forse proprio da fine 2006 si istaura la sla o almeno ipotizzo.

Ho sentito inizialmente una certa stanchezza agli arti superiori, ma non gli diedi peso. Io sono un tipo che sopporta bene dolori e fastidi vari e questa forza mi è data da Gaia che mi protegge dall’alto dei cieli.

Comunque sta di fatto che feci un ricovero di controllo a marzo 2008 e li vidi un guizzo al muscolo dell’avambraccio sinistro. Premetto che io non mi preoccupo mai, ma in quel caso andai a fondo della situazione. Cominciai a fare analisi del sangue e scoprii che un valore il CPK era elevato. Al primo momento ho dato la colpa alle statine per il colesterolo e le togliemmo per 2 mesi. I risultati delle analisi peggioravano sempre più. Da li mi ricoverai in Neurologia e feci tutti gli accertamenti e purtroppo la diagnosi di sla di tipo bulbare. Non sapevo bene cosa fosse la sla e mi documentai . Come seppi cosa mi aspettava mi sembrò di impazzire. Poi cominciai a realizzare e a poco a poco mi sono abituato a conviverci, anche se ti senti impotente di fronte a questa malattia, ma io la combatto non facendoci caso e stando sempre allegro.

Le mie condizioni attuali sono : fascicolazioni ai 4 arti, disastria, disfagia, insufficienza respiratoria. Praticamente sono sempre seduto eccetto alcuni attimi che uso il deambulatore per spostarmi in casa.

Ho da poco la peg di grande utilità e ho la niv per poter respirare di notte.

Poi un giorno mio fratello mi disse : prova ad entrare su face book. E da li cambiò nuovamente la mia vita, conobbi voi cari amici di sventura. Da quel giorno ho trovato l’amicizia vera quella che mi diceva spesso la mia povera Gaia. Grazie a lei e a voi amici miei non ho più paura di affrontare questa malattia. Sono disposto a lottare fino in fondo e questa forza la devo soprattutto alla mia adorata Gaia che sapeva di avere un uomo forte ed io non la deluderò mai.

Sono convinto che un giorno si riuscirà a trovare una cura. E una esortazione : non sprecate un attimo della vostra vita, vivetela fino in fondo e ad ogni costo. Non mollate mai, ve lo dice un duro.  VIVA LA VITA

  

RADUNO SLA

RADUNO SLA - VITA DA SLA

POESIA

Beati voi
che non dite:
"Quando sto bene io...
stanno bene tutti!"
ma vi fate carico
delle sofferenze degli altri.

Beati voi
che nella sofferenza
non vi chiudete in voi stessi
ma cercate conforto nei fratelli
che Io vi ho messo vicino.

Beati voi
che a colui che soffre
non dite: "Pazienza,
Dio ha voluto così!"
ma gli di...te:

"Coraggio, ti aiuto io:
Dio ti vuole felice!"

(T. Lasconi)

DONNA di Fortunati Vincenzo

DONNA di Fortunati Vincenzo - VITA DA SLA